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Bloodstained: Ritual of the Night, lʼerede spirituale di Castlevania

Abbiamo messo le mani sulla versione finale del gioco creato da Koji Igarashi grazie a una campagna di crowdfunding

Difficile, per una leggenda dei videogiochi come Koji Igarashi, immaginare un futuro lontano dalla sua creatura Castlevania dopo l'abbandono agli studi Konami. Il divorzio con il publisher giapponese lo ha costretto a separarsi dalla serie che egli stesso ha plasmato nel corso degli anni. Eppure, grazie al supporto dei fan, Igarashi è riuscito a trasformare ciò che nella sua mente era una semplice "idea" in un vero e proprio erede spirituale di Castlevania, che promette di raccogliere il lascito di una delle saghe certamente più famose nella storia dei videogiochi.

Quando si avvicina l'esordio ufficiale di Bloodstained: Ritual of the Night, Tgcom24 e Mastergame sono stati invitati a provare in anteprima la versione finale del gioco negli studi milanesi di 505 Games, esplorando i primi tre scenari dell'avventura dell'alchimista Miriam in un mondo dove creature demoniache e poteri sovrannaturali sono all'ordine del giorno.

Prima di affrontare i boss di fine livello, la protagonista Miriam dovrà vedersela contro demoni e nemici di ogni tipo.

Bloodstained segue la struttura tipica del cosiddetto genere "metroidvania" (che in questo caso meglio si identifica con "igavania", vista la presenza di Igarashi nella produzione), ovvero un ibrido tra azione e platform a scorrimento nel quale il giocatore deve farsi strada tra le varie aree che compongono uno scenario, sconfiggendo i cattivi grazie a un sistema di combattimento che permette di alternare armi e poteri sovrannaturali, e collezionando risorse con le quali creare nuovi oggetti per potenziarsi.

Il tutto è utile al fine di raggiungere l'area successiva, non prima però di aver affrontato il classico boss di fine livello: in questi casi, il giocatore deve lottare contro un nemico particolarmente potente sfruttando tutto ciò di cui dispone nel proprio inventario. Fortunatamente, prima di raggiungere il boss ci sono tanti forzieri nascosti all'interno di una mappa che, tra porte segrete, scorciatoie e passaggi sbloccabili solo con l'uso di particolari abilità, permette di ottenere armi o armature sempre più forti che potenziano la protagonista con statistiche più elevate, così da infliggere più danni e assorbirne un quantitativo superiore.

Esplorando gli scenari potrete scovare nuove armi e oggetti per personalizzare l'equipaggiamento di Miriam e renderla più potente.

Nel corso della nostra prova abbiamo esplorato tre scenari differenti, constatando una buoan varietà nella realizzazione di ciascuna ambientazione: il livello introduttivo ci ha portato a fuggire da un galeone infestato da demoni e creature malefiche, salvo poi raggiungere una cittadella sperduta che fungeva da raccordo all'immancabile castello, al cui interno era ovviamente presente un gigantesco boss da affrontare con armi e poteri.

A tal proposito, la varietà si conferma notevole anche per quanto riguarda l'equipaggiamento e i poteri: ci sono spade, fruste, pistole e mazze che possono essere alternate a onde infuocate e sfere acquatiche. I poteri possono essere utilizzati per sbloccare pertugi segreti, raggiungendo aree segrete che saranno poi aggiunte alla mappa presente nella parte superiore dello schermo. Questa ci informa delle aree che non sono ancora state esplorate, colorandole progressivamente ogni volta che entrerete in una "stanza" differente.

Razziando i forzieri e raccogliendo risorse potrete creare nuovi oggetti che vi torneranno utili nei livelli più impegnativi.

Dopo circa un'ora di gioco, siamo finalmente arrivati al cospetto del boss "finale". Questo scontro ha sancito la fine di una prova e confermato due aspetti importanti di Bloodstained: il primo, quello se vogliamo più interessante per coloro che erano rimasti perplessi dopo le primissime apparizioni pubbliche del gioco, è che gli sviluppatori sono riusciti a migliorare esponenzialmente il gameplay e la fluidità dell'azione, al punto da sembrare un gioco completamente diverso da quello presentato lo scorso anno all'E3 di Los Angeles. Niente più scatti, niente cali nel frame-rate e una qualità generale dell'immagine nettamente superiore rendono Bloodstained un gioco bello da vedere ed estremamente piacevole da giocare.

E qui arriviamo al secondo punto: quello creato da Igarashi è un gioco particolarmente difficile, già al suo livello di difficoltà più basso. Chi ama le sfide e non ha paura di perdere ore e ore per mandare al tappeto un singolo boss troverà in Bloodstained il compagno ideale per tante sessioni di gioco. In circa un'ora, infatti, abbiamo visto solo una piccolissima parte di ciò che la giovane alchimista Miriam dovrà affrontare per portare a termine la sua missione e sconfiggere il malvagio Johannes. Insomma, alla fine l'investimento da più di 5 milioni di dollari che i fan di Igarashi hanno stanziato per lo sviluppo di Bloodstained (rendendolo per un po' di tempo il videogioco più finanziato su Kickstarter) pare aver dato i suoi frutti nonostante una gestazione lunga e non certo priva di difficoltà. Lo scopriremo certamente tra qualche settimana, quando l'erede spirituale di Castlevania: Symphony of the Night arriverà su PC e console.

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