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Savona: "Possibile un debito al 200% del Pil", e nel suo primo discorso da presidente Consob cita Platone

Il numero uno dellʼorganismo di vigilanza, secondo cui sono "infondati" i sospetti di insolvenza dellʼItalia, sostiene che il debito pubblico può crescere ancora se il Pil cresce di più

I sospetti sulla possibilità di insolvenza del debito pubblico italiano sono "oggettivamente infondati". Non solo: se la fiducia nel Paese "è solida e la base di risparmio sufficiente, livelli di indebitamento nell'ordine del 200% rispetto al Pil" non sono impossibili. A dirlo è il presidente della Consob, Paolo Savona, nel corso del suo primo discorso all'incontro annuale con la comunità finanziaria.

Per denunciare i sospetti infondati sull'Italia, che a suo parere vengono proposti spesso da istituzioni sovranazionali, enti nazionali e centri privati, Savona ha fatto ricorso al mito della caverna di Platone (indicato come Socrate nel testo scritto del discorso, poi corretto come "mito della caverna di Socrate... di Platone" durante la lettura). E ha spiegato che "le luci fioche della conoscenza che in essa penetrano proiettano sulle pareti un'immagine distorta della realtà", evocando giudizi che appaiono "prossimi a pregiudizi" e trascurano due caratteristiche fondamentali dell'economia e della società del nostro Paese: la forza competitiva delle imprese e il buon livello di risparmio delle famiglie.

L'ex ministro, invece, ha opposto alla visione dell'Italia come un problema quella di un Paese che per l'Europa e per il mondo è "una risorsa alla quale molti paesi attingono per soddisfare le loro necessità". E ha quindi liquidato come "oggettivamente infondati" i sospetti sulla possibilità di insolvenza per quanto riguarda il debito pubblico, ambito sul quale pesano le speculazioni di mercato alimentate anche dalle autorità, nel momento in cui queste utilizzano la valutazione del rischio di rimborso del debito sovrano come vincolo esterno per convincere gli Stati a rispettare i parametri fiscali comunitari.

E dopo aver chiarito che a suo avviso il debito, sostenuti dai risparmi dei cittadini, potrebbe arrivare anche al 200% del Pil, ha chiarito che "ciò non significa che non esista un limite all'indebitamento", ma per garantirne la sostenibilità basterebbe applicare un "elementare criterio di razionalità": quello per cui la sostenibilità del debito risulta garantita nel momento in cui la sua velocità di crescita è inferiore a quella del Pil.

Il numero uno della Consob ha quindi proposto l'istituzione di uno "European safe asset", cioè un titolo europeo privo di rischio e alternativo al Bund tedesco: essendo questo l'unico safe asset esistente in Europa, ha sottolineato Savona, crea infatti un'asimmetria che rappresenta "un fattore di instabilità del sistema finanziario dell'eurozona".

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